REBRANDING

Il marchio è il primo portavoce dell’identità di brand, in quanto ha la funzione di rappresentarne tutte le caratteristiche ed i valori intangibili. Il restyling di un marchio comporta un vero e proprio rebranding dell’impresa. Questo vuol dire, però, esporsi a notevoli rischi. Per evitarli, bisogna innanzitutto chiarire le motivazioni e gli obiettivi del cambiamento. Ne elenchiamo alcuni possibili:

– Effettuare una semplice operazione di “svecchiamento” del marchio allo scopo di essere in linea con i competitors o con i nuovi trend di comunicazione.
– Avvertire i propri clienti di cambiamenti avvenuti.
– Sottolineare degli elementi del brand prima tenuti in minore considerazione;
– Rendere il font o il visual più fresco e innovativo”.

Esempi di aziende che in passato hanno rivoluzionato completamente il proprio marchio.

Pepsi, che ha cambiato il logo addirittura 4 volte nel corso di soli 20 anni con la principale motivazione di distinguersi da Coca Cola. Allo stesso modo, anche Starbucks, approfittando del 40° anniversario dell’azienda, ha voluto di recente “rigenerarsi”, ma ad uno scopo diverso: evidenziare un preciso cambiamento nella linea strategica del brand, risorto dopo una brutta crisi che l’aveva colpito qualche anno fa.

Attenti ai rischi, INNOVARE SENZA RINNEGARE!

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